Gli
azulejos (dall’arabo al zuleja: "piccola
piastrella") erano delle piastrelle impiegate nella decorazione
architettonica.
Appartengono alla famiglia dei lustri di cultura ispano-moresca.
Per lustro si intende una tecnica nell’uso degli smalti
per cui, sopra lo smalto e la vernice preventivamente cotti,
si stende un sottile strato di pigmento di rame o d’argento
commisto ad ocra. L’oggetto viene “ricotto”
(800° circa) e la carenza di ossigeno favorisce l’assorbimento
delle particelle, che si depositano sullo smalto, dandogli una
particolare lucentezza.
La tecnica, già nota nel IX sec. d.C. in Mesopotamia,
fu diffusa dalla penetrazione della cultura islamica in Europa,
per influenza della Spagna del X secolo.
Se ne registra una larga produzione prima nelle manifatture
moresche di Malaga e Granada (dal XIII sec.), poi in quelle
di Manises e Barcellona.
Si tratta di azulejos quadrati (16x16 cm.), decorati di blu
su bianco. Accanto ad essi sono state localizzate “losetas”
quadrate (10x10 cm.), decorate ugualmente di blu su bianco,
ma in questo caso con il tradizionale motivo islamico della
rosa dei venti.
Vi sono poi altri pezzi, il cui motivo non è identificabile,
alcuni più piccoli (7x7 cm.), altri rettangolari (19x9
cm.), necessari per alternarli alle “losetas” quadrate
secondo il principio del dinamismo compositivo.
La presenza di un numero elevato di azulejos
con uno stesso motivo araldico nel carico della nave è
indicativa della funzione degli stessi.
Considerando il fatto che, accanto ad essi, è stato trovato
materiale d’uso comune per l’edilizia, resta valida
l’ipotesi che si tratti di un carico destinato alla decorazione
di un palazzo nobiliare. La provenienza dei pezzi è identificabile
con il centro valenzano di Manises.