La bellezza dei falconi sardi e la loro abilità venatoria
erano assai note in età medioevale. I sovrani aragonesi,
che amavano cacciare con questi rapaci, nominarono un falconiere
con il compito di custodire i nidi per la caccia reale e di inviare
a corte i falconi.
Nell’Isola erano diffusi soprattutto il "falco
Eleonorae" e il "falco peregrinus".
Nel territorio di Villasimius, e in particolare nell’Isola
di Serpentara, è probabile fosse presente il primo tipo,
che amava vivere in colonie su isolotti rocciosi e scogli a picco
sul mare.
Due documenti, uno del 1421 e uno del 1428, fanno preciso riferimento
alla nidificazione dei falconi per la caccia reale nel territorio
dell’attuale Villasimius.
Il primo, contenuto nel "Liber Curie procurationis regie
Sardinie", ricorda falconi in alcune località
tuttora esistenti e ben note nel territorio di Villasimius: si
tratta di Cala de Pes (Cala Pira?), Serpentayra
(isola di Serpentara), Sent Stheve (Santo Stefano), Cap
Bou (Capo Boi).
Nel secondo, conservato nell’Archivio di Stato di Cagliari,
si parla di un trasporto di nidi di falconi a Capo Carbonara,
luogo in cui i falconi figliano ogni anno, e di un successivo
invio degli stessi al re.
“Heras Lutra, citata da Plinio e Marziano Capella: la
si crede ricca di lontre ed ora è chiamata Serpentara.
Si trova assieme a tre piccoli scogli di fronte al promontorio
di Punta Porceddu, ha una linea di costa di 4 miglia ed offre
un ottimo approdo. Vicine ad essa sono le tre seguenti isole,
dette anch’esse Serpentare: isoletta di Santo Stefano, dal
perimetro di un miglio; isoletta di Piscatelli, il cui perimetro
è di circa mezzo miglio; isoletta di Perda Liada, il cui
perimetro è di 500 passi”.(I. F. Farae, XVI
sec.).
L’isola di Serpentara si trova a nord-est del Capo Carbonara,
a due miglia da Punta Molentis.
Nel XVI sec. venne edificata sull’isola una torre, tuttora
esistente, che rientrava nel piano di difesa statica contro gli
attacchi dei turco-barbareschi portato avanti nel periodo dalla
Corona di Spagna.