Con la bolla "super reges et regna", Bonifacio
VIII dona a Giacomo II, re d'Aragona e Valenza e Conte di Barcellona
"in feudo perfetto", il Regno di Sardegna e
Corsica, compenso per la rinuncia al Regno di Sicilia del 1295,
in mano al fratello Federico.
La Sardegna si trovava allora così
suddivisa:
1 - I territori dell'ex
Giudicato di Cagliari erano quasi tutti del Comune di Pisa, così
come l'ex Giudicato di Gallura;
2 - L'ex Giudicato di Torres era ripartito fra i Doria e i Malaspina,
mentre Sassari dipendeva da Genova;
3 - Il Giudicato d'Arborea era l'unico ancora esistente.
L'Isola era il tassello mancante
alla traiettoria dei mercanti catalani: Catalogna-Valenza-Baleari-Sicilia-Coste
Africane-Mediterraneo Orientale.
I mercanti Catalani, posta base in Sicilia, viaggiavano ormai
da tempo con balle di panni da Pisa a Cagliari, in direzione inversa
ai prodotti della pastorizia.
Inevitabili furono i problemi con i Pisani. Tramite una serie
complicata di trattative, che videro come alleato principale il
Giudice d'Arborea Ugone II de Bas Serra, nel 1323 il sovrano Aragonese
predispose una spedizione nell'Isola al comando dell'Ammiraglio
Francesco Carroz. I Pisani, sconfitti, nel 1326 firmarono la pace
con gli Aragonesi, cedendo loro la Sardegna.
Durante il lungo assedio di Villa di Chiesa (Iglesias), l'Infante
Alfonso cominciò ad infeudare l'Isola ai baroni che avevano
partecipato all'impresa: fra di essi spiccavano i valenzani Carroz.
Seguirono rivolte nel nord dell'Isola: Sassari e Alghero, in mano
ai Genovesi, si ribellarono agli Aragonesi. Nel 1354 i Doria,
Signori di Alghero, si arresero e la città passò
alla Corona di Aragona.