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Dal nascere della piccola comunità agro- pastorale attorno alla chiesetta fatta costruire nel primo scorcio del XIX secolo da Antonio Incani all’edificazione dell’attuale chiesa intitolata a San Raffaele negli anni ‘50 Jubilia intende ripercorrere a piccoli passi la storia religiosa della comunità villasimiese e mostrarne gli aspettipiù salienti. Dipinti, statue lignee, arredi sacri, gioielli, documenti, sono tutti funzionali alla rievocazione di una realtà storica ricca di spunti e di riflessioni. Ricordiamo che la piccola chiesa fatta edificare dall’Incani nel giro d’un anno (1822-1823) divenne il nucleo attorno al quale vennero costruite abitazioni e masserie, tanto che una decina d’anni dopo si poterono contare ben 500 anime. Già da allora Carbonara-Villasimius manifestava la sua natura di luogo d’incontro e di fusione di popoli e culture diverse: la popolazione stanziatasi proveniva, o forse rientrava, infatti, dai territori limitrofi (Maracalagonis, Sinnai, Quartu S. Elena, Settimo S. Pietro), ma anche dal continente come i pescatori campani, le guardie carcerarie della Colonia Penale di Castiadas, i fanalisti dell’Isola dei Cavoli, i soldati della Marina stanziati presso il semaforo di Capo Carbonara. E’ facile capire come il sincretismo culturale sorto da questi incontri abbia portato ad aspetti unici ed interessanti della cultura locale, in particolare nell'ambito delle tradizioni non solo civili, ma anche religiose. Jubilia si auspica di dare un apporto in questo senso. |
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